Sparviero

Accipiter nisus (maschio, “Sprinz”)

Un uccello da caccia insegue la medesima preda di un uccello selvatico. Nell’Europa centrale densamente boscosa, si preferiva pertanto l’astore, che abbatte uccelli e lepri. Le prede dei falchi sono gli uccelli, dalle oche alle allodole, ma per poter cacciare i falchi hanno bisogno di paesaggi aperti e sono quindi adatti solo in misura limitata per la caccia con rapaci nella regione alpina. Solo gli imperatori e i re si concedevano il privilegio di cacciare con l’aquila reale la lepre, la volpe e il cervo. Gli sparvieri erano gli uccelli da caccia più piccoli ed erano principalmente guidati dalle donne. I maschi crescono solo la metà delle femmine e cacciano uccelli di piccole dimensioni. Mentre le prede dei rapaci più grandi potevano essere utilizzate in cucina, la caccia con uno sparviero maschio serviva probabilmente solo a scopi d’intrattenimento.

Questi animali erano estremamente pregiati: nel 1212 il vescovo di Trento offrì un ariete come ricompensa per la scoperta di un nido di astore; gli alberi che ospitavano nidi di rapaci e su cui quindi si trovavano gli uccellini venivano concessi in feudo. Nell’Urbario di Mainardo II del 1288, l’abate di Monte Maria fu obbligato a consegnare annualmente «ain gueten habich» (un buon astore) a Castel Tirolo, oppure un bue o una somma di denaro equivalente.

Questi animali erano estremamente pregiati: nel 1212 il vescovo di Trento offrì un ariete come ricompensa per la scoperta di un nido di astore; gli alberi che ospitavano nidi di rapaci e su cui quindi si trovavano gli uccellini venivano concessi in feudo. Nell’Urbario di Mainardo II del 1288, l’abate di Monte Maria fu obbligato a consegnare annualmente «ain gueten habich» (un buon astore) a Castel Tirolo, oppure un bue o una somma di denaro equivalente.

Letteratura

Konrad SPINDLER, Falknerei in Archäologie und Geschichte unter besonderer Berücksichtigung der Beizjagd in Tirol, Dorf Tirol 1998, pp. 55-56.

Christoph GASSER/Helmut STAMPFER, La caccia nell’arte del Tirolo, Bolzano 1995, pp. 47-48, 52.

  • Materiale & Tecnica

    imbalsamazione

  • Dimensioni

    33,5 cm x 24 cm x 10 cm

  • LMST Inv. n.

    702629